Gli inviati Gazzetta e i segreti delle pagelle
Magic, voti e giudizi: ecco come si valuta un giocatore.
I fenomeni come Pirlo piacciono a tutti ma rischiano sempre.
E dalle stelle come Kakà ci si aspetta sempre qualcosa in più
Li avete maledetti, mandati in questo e in quel paese: lo sanno. Perché gli inviati della Gazzetta hanno due certezze: la domenica vanno allo stadio, il lunedì se fanno le pagelle trovano una decina di mail dei Magic appassionati. Che perdono per mezzo punto e scrivono: "ma come si fa a dare quel voto?". Lo abbiamo chiesto proprio a loro, un po' per curiosità un po' per aiutare il Magic manager a capire che non tutto è semplice come sembra.
NIENTE REPLAY - Spiega Nicola Cecere, reduce da critiche per un 5,5 a Clarence Seedorf dopo Roma-Milan. "Il giornalista è avvantaggiato perché vede tutto dall’alto, però ha il problema del replay. Solo in due o tre stadi di serie A c’è il televisore in tribuna stampa, negli altri dobbiamo fare tutto alla prima occhiata. Per il voto di Seedorf comunque conta l’importanza di un suo errore: sullo 0-1 ha sbagliato il gol che avrebbe chiuso i discorsi. E la partita è cambiata lì". Ecco il primo criterio: ogni giocata ha il suo peso specifico, contano il momento e l’autore. "Se Kakà e Palombo giocano partite comparabili non posso dare lo stesso voto — dice Luigi Garlando, altro pagellista della Gazzetta —. È troppa la differenza di potenzialità".
ABBASSO LA NOIA - Il giocatore di qualità quindi è sempre sotto accusa: piace ma rischia. L’esempio è Andrea Pirlo, il preferito di tanti giornalisti. Per tutti parla ancora Cecere: "Lui mi piace più di tutti, fa girare la squadra e migliora i compagni. Però anche con me un po' di insufficienze le ha prese". Vero, Pirlo non è tra i migliori centrocampisti del campionato e il Milan non è in un momento d’oro. Perché, se non si fosse capito, conta pure quello. "Ogni partita condiziona necessariamente i voti dei giocatori — chiarisce Maurizio Nicita —. Io tendo a punire le gare noiose, mentre mi piace dare un mezzo voto in più ai giovani. Chi gioca con personalità a vent’anni merita un premio".
FAIR PLAY - Bene i giovani, così così i faticatori di centrocampo, malissimo i simulatori. Per informazioni chiedere a Claudio Gregori, l’incubo di tutti i Magic manager. Nelle sue partite funziona come con i compiti di matematica al liceo classico: spesso piovono 4. "È vero, io uso tutti i voti dall’uno al dieci e punisco chi non rispetta il fair play. Ricordo di aver dato almeno un 1 e di aver trattato malissimo Rapajc quando negò di aver segnato con la mano". Capito? Se il vostro attaccante titolare ha il tuffo facile state attenti all’insufficienza pesante.
MEDIAZIONE - Tendenze a parte, il giornalista prende appunti e pensa al voto per novanta minuti. Poi si confronta con i colleghi: "Chi scrive la cronaca della partita dà sempre la sua opinione —spiega Massimo Cecchini, autore delle pagelle di tante partite tra cui Real Madrid-Roma —. Ogni voto quindi diventa un’opera di mediazione". Finito il consulto, si passa alla scrittura: se la partita si gioca nel pomeriggio c’è tempo per vedere gli highlights in tv, nei posticipi diventa tutto più difficile. Il tempo è minore e bisogna scrivere con una certa rapidità. Per questo sì, a volte non tutto può essere perfetto. "Una volta ho chiesto scusa a Barone, quando giocava a Parma — ricorda Andrea Elefante —. Lui non meritava una insufficienza grave e quella volta avevamo sbagliato in due".
3 commenti:
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Mancini Gattuso Pirlo,
Totti Cruz Amauri.
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Dainelli,
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Pato Del Piero.
All. Pilone
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